Dolly Parton – 78 anni compiuti a gennaio – qualche giorno fa ha lanciato il suo brand di beauty, che si chiama Dolly Beauty. Il lancio è avvenuto con una collezione di rossetti “Heaven’s Kiss” e quello di punta, secondo voi come si chiama? Jolene, ovvio.
Per ora si può acquistare solo online e negli USA, e dal 2025 partiranno i negozi fisici.
Ovvio che “Dolly Beauty” sia un’operazione di brand di quelle perfette, che si basa sulla partnership già esistente tra Parton e Scent Beauty, che in precedenza aveva prodotto per lei dei profumi. (Scent segue un molti altri artisti famosi nel lancio dei loro brand beauty).
Ma perché vi racconto questa cosa?

Perché questa è l’operazione perfetta per spiegare il concetto di brand positioning.
Dolly Parton (o chi per lei) ha creato un marchio che non è solo un’estensione della sua immagine, ma un riflesso autentico della sua storia e dei suoi valori.
Scegliendo “Jolene” come nome del suo rossetto, ha sfruttato la forza di un’icona pop che lei stessa ha plasmato, posizionando il prodotto non solo come cosmetico, ma come un pezzo della sua leggenda.
Nel video promo (che trovate sul sito, metto link nel primo commento) la ascolti raccontare che da piccola non poteva truccarsi perché altrimenti sarebbe andata all inferno (suo nonno era un ministro protestante…) e richiama alla sua storia personale ogni singola azione del brand, e indovina qual è il sottofondo musicale mentre parla a un folto gruppo di 20enni? Ecco, appunto.
Un’operazione potentissima di fatto.
Questo è il potere di un posizionamento di marca ben fatto: trasformare un semplice oggetto in un’esperienza emotiva e personale, collegata a un’immagine forte e riconoscibile.
Nelle parole di Dolly: “Per tutta la vita ho desiderato essere bella, e la mia nuova linea di cosmetici permetterà a me e a te di essere al nostro meglio.”
Se mai Dolly tenesse un corso su qualsiasi argomento—che sia bellezza, musica o anche come essere semplicemente incredibile—mi iscriverei subito.
La adoravo prima, la adoro ora, punto. 💄✨




